LA VERGINE E IL BAMBINO

Introduzione

Botticelli: La Vergine del Libro
Botticelli: La Vergine del Libro

"E' la psiche che pronuncia asserzioni metafisiche in virtù della sua innata forza creatice; è la psiche che stabilisce la distinzione delle entità metafisiche. Essa non è soltanto la condizione della realtà metafisica, ma quella realtà stessa." (Jung, Opere vol.11)

 

Se si fa un giro per i mercatini dell'antiquariato non si può non accorgersi della quantità di dipinti che rappresentano  la coppia più famosa nella storia dell'arte e della religione cattolica: "La Madonna con il Bambino".

 

Molto spesso sono copie di autori famosi, come Raffaello, Leonardo, Durer, o di artisti meno conosciuti, oppure sono semplici stampe incorniciate con cornici dorate, a testimoniare il costume sociale e religioso di appendere sopra il letto l'immagine della Vergine in segno di protezione della famiglia.

 

Ma se la tradizione votiva legata alle immagini della Vergine è andata scemando nel corso degli ultimi decenni del XX secolo, rimane ancora vivo l'interesse a visitare i luoghi santi dove apparve la Madonna, a seguire le vicende legate ai segreti di Fatima e il recente intreccio della fede mariana con la vita e le opere di Giovanni Paolo II, il papa polacco che più di altri invocò protezione, aiuto e consiglio alla Madre di Gesù Cristo.    

 

Sono numerosi gli edifici dedicati al culto della Vergine e sono diventati centri di meditazione spirituale i Santuari  edificati suoi luoghi in cui le cronache narrano di miracoli, apparizioni e grazie ricevute. Sono certamente milioni gli ex voto appesi sulle pareti di questi luoghi sacri a testimoniare  il particolare legame che la fede popolare ha intrecciato con il "dolcissimo volto" di Maria.

 

La fede nella Madonna è tuttora viva nell'Europa cristiana e  i riti, le processioni, le feste dedicate al culto presentano varianti ed elementi devozionali che rivelano una sottile continuità con i culti delle culture precedenti, come quella greca e latina, a rimarcare l'esistenza di un "fattore psichico" che per quanto differenziato nell'esposizione dei simboli, disomogeneo e ricco di variabili iconologiche, cattoliche e ortodosse, permane nel tempo nella coscienza collettiva in quanto espressione di un bisogno psicologico.

 

I contenuti dellz presente ricerca sono ispirati alle intuizioni di C. G. Jung che per primo a formulato l'ipotesi di un possibile riedificazione  della religione in chiave psicologica. Non si tratta ovviamente di sostituire la psicologia alla religione, di per sè impossibile anche ad immaginare, ma di realizzare uno "scarto di significati" al fine di espandere una maggiore comprensione del carattere psicologico di certe esperienze religiose e, su piani diversi, il carattere spirituale di certe esperienze esistenziali e psicologiche.

 

Non si tratta nemmeno di definire una ulteriore distinzione fra psicologia e religione, ma di affrontare senza pregiudizi una comparazione di simboli religiosi e immagini storicamente stratificati e pregni di senso, cariche di valori emotivi e affettivi che trascendono la riflessione razionale, con la nozione di "archetipo" introdotta da Jung per definire il legame inconscio che la mente instaura con quell'innata forza creatrice che identifichiamo con la parola "Psiche". 

 

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La metamorfosi dell'anima